Ci occupiamo solo di malasanità.
Se vuoi ottenere un equo risarcimento danni
a causa di un errore medico, ti seguiamo in tutta Italia.

Il nostro Studio Legale è specializzato
in responsabilità medica e della struttura ospedaliera.

Avvocato Bruno Sgromo - Malasanità Roma

"Se stai leggendo questa mia lettera sei stato vittima, o lo è stata una persona a te cara, di un caso di malasanità. Per ottenere un giusto risarcimento danni è importante che tu sappia quali siano i 5 passi fondamentali da seguire.

- Primo: rivolgersi ad un avvocato specializzato in responsabilità medica. Devi sapere che anche le agenzie che si occupano di risarcimento o le associazioni a tutela degli utenti colpiti da casi di malasanità si rivolgono necessariamente agli avvocati per la tutela dei diritti dei loro associati.

- Secondo: un avvocato specializzato in malasanità opera una rigorosa disamina del caso, ricevendo in studio direttamente con il medico specialista nella materia d’interesse del cliente, a seconda che si tratti dell’ambito della ginecologia/ostetricia, neurochirurgia, oncologia, cardiologia, ecc. Successivamente a questo vaglio, ed esclusivamente se sarà dato parere positivo sulla responsabilità, si procederà con la quantificazione del danno ad opera del medico legale.

- Terzo: la professionalità è d’obbligo e questo atteggiamento nei confronti di una materia così delicata fa si che si abbiano maggiori successi nell’ottenimento del risarcimento e si eviti, allo stesso tempo, che vengano intentate azioni prive di fondamento o comunque di risibile apprezzamento economico.

- Quarto: ulteriore garanzia per il cliente è la possibilità per il professionista di lavorare condizionando i propri compensi, in termini percentuali, al valore della causa (così come sancito dal nuovo codice deontologico forense).

- Quinto: solo azioni in sede civile che, se ben strutturate, portano al risarcimento nella maggior parte dei casi; l’azione in sede penale è troppo rischiosa e in caso di archiviazione pregiudica quella civile.

Per chiudere questa mia presentazione credo sia pertinente un pensiero di Johann Wolfgang Goethe “lo scopo della vita è la vita stessa” questa frase credo rappresenti l’importanza del bene salute e quindi del diritto di ogni cittadino alla tutela dello stesso."

Cordialmente,
Avv. Bruno Sgromo
Avvocato Malasanità Roma Bruno Sgromo

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Non ci perdiamo in chiacchiere
ecco alcuni casi
di malasanità
risolti con successo dal nostro studio legale


Caso MIS. Tribunale di Albano 2015

Accaduto presso: Presidio Ospedaliero San Giuseppe di Marino- ASL ROMA H.
Il caso riguarda il parto della sig.ra C. che alla 40^ settimana e 5 gg di gestazione, a causa dell’insorgenza di sintomatologia caratterizzata da contrazioni uterine e perdite ematiche, si recava presso il P.S. dell’Ospedale di Marino.
All’ingresso in P.S. i sanitari procedevano al ricovero, con diagnosi di gravidanza a termine e la trasferivano presso il reparto di ginecologia e ostetricia del medesimo nosocomio.

In seguito alla rottura delle membrane, veniva avviato monitoraggio mediante CTG, che evidenziava sofferenza fetale. La paziente veniva, dunque, condotta in sala parto e si procedeva a parto spontaneo.
Dava, così, alla luce un feto vivo in condizione di grave asfissia, per cui i sanitari procedevano a trasferirlo presso il reparto di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale S. Giovanni Addolorata ove, nonostante le cure, decedeva per “asfissia perinatale, grave-encefalopatia ipossico-ischemica”.

Grave l’imperizia e negligenza dei sanitari che non ebbero a riconoscere la grave sofferenza fetale dovuta all’ipossia del feto. Ove fosse stato seguito correttamente il monitoraggio CTG, come previsto dalle principali linee guida, sarebbe stato, infatti, possibile evidenziare un crescente peggioramento delle condizioni fetali. I sanitari invece, sottovalutando la gravità della problematica, non eseguivano intervento tempestivo ed adeguato che avrebbe evitato l’asfissia neonatale del piccolo.

Emersa la responsabilità della struttura nell’evento occorso, il Tribunale di Velletri ha condannato la ASL ROMA H al pagamento in favore dei genitori del piccolo M.L. della somma di euro 500.000,00 oltre interessi, spese di lite, spese documentate, rimborso forfettario, oneri fiscali e contributivi e spese CTU.

Caso CIO. Tribunale di Roma 2014

Evento occorso presso la ASL R. B
Nel caso di specie le alterazioni del battito cardiaco fetale e l’arresto della progressione della parte presentata avrebbero dovuto indurre i sanitari ad effettuare un taglio cesareo d’urgenza così da prevenire un danno cerebrale ipossi-ischemico che poi si è realmente verificato con conseguenze devastanti.

La mancata diagnosi tempestiva di sofferenza fetale ha precluso l’esecuzione di una estrazione del feto mediante taglio cesareo d’urgenza. Non fu fatta diagnosi esatta e completa in quanto non si sono presi in considerazione le anomalie dei tracciati e non si è proceduto ad una valutazione complessiva del decorso del parto alla luce, anche, del prolungarsi del travaglio.
Il trattamento terapeutico che ha seguito le complicazioni insorte non era corretto, non avendo proceduto ad estrarre rapidamente il feto, con tutte le complicazioni in diagnosi a carico del neonato.

Individuata in sede di CTU ex 696 bis c.p.c. la responsabilità civile dei sanitari dell’O. P. C., in relazione a quanto occorso al piccolo D. G. S. ed alla perdita della totalità delle autonomie funzionali, depositata la relazione, considerata la mancata collaborazione della struttura ospedaliera, si procedeva alla notifica dell’atto di citazione. La Compagnia Assicuratrice dell’ASL. R. B, A.T.C.M., in conseguenza di tanto, offriva una congrua somma quale risarcimento del danno subito dai genitori in proprio e quali esercenti la potestà sul piccolo D.G.S..

Per questo caso di malasanita', l’accordo transattivo ha previsto la corresponsione della somma complessiva di euro 1.176.880,00.

Caso IO. Tribunale di Torino 2014

La vicenda occorsa riguarda un caso di errore medico, determinato dalla grave imperizia e negligenza dei sanitari che seguivano la gravidanza ed il parto della Sig. ra S.V. nell’anno 2012.

Alla 41^ settimana e 3 giorni i sanitari procedevano d’urgenza a parto con taglio cesareo per bradicardia fetale e liquido amniotico tinto da meconio. In particolare i sanitari della’ASL TO 5, non procedevano alal dovuta valutazione delle alterazioni del tracciato CTG, che si presentava non rassicurante, provocando la sofferenza fetale che colpiva il minore e conseguentemente la grave asfissia, le crisi covulsive e la tetraparesi ipotonica.

Attivato il ricorso ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c, la vicenda si è conclusa mediante accordo con la ASL, e conseguente pagamento della somma complessiva di euro 1.226.880,00.

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Caso COL. Tribunale di Roma 2014

Accaduto presso Azienda P. U. I di Roma.
Il Sig. C. dopo un calvario di continui, estenuanti ed inutili intereventi chirurgici seguiti dalla contrazione di gravissime infezioni di tipo nosocomiale, decedeva nel reparto di neurochirurgia del P.U. I di R..

Ai fini di un bonario componimento della vicenda i Sig. ri C. e G. esperivano ricorso ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c., così da espletare una consulenza tecnica preventiva. Il CTU nominato evidenziava profili di responsabilità dei sanitari del P. U. I per quanto attiene l’exitus occorso al Sig. C..

In seguito a ciò i ricorrenti, quali eredi del de cuius, procedevano ai sensi dell’art. 702 bis c.p.c. ed il giudice formulava proposta transattiva ex art. 185 bis c.p.c., accettata dalla struttura.

L’Azienda P.U. I, provvederà al risarcimento, nel rispetto dei termini stabiliti dal giudice, dell’importo di euro 874.590,00, ripartito tra gli eredi, oltre spese.

Caso SG. Tribunale di Ivrea 2014.

Evento occorso presso la ASL TO 4 nel 2010.
I sanitari della struttura, facente parte dell’ASL TO 4, assistevano la Sig. ra S. nel corso della gravidanza e del parto, causando al piccolo S. gravi lesioni cerebrali. In particolare la sofferenza perinatale del piccolo S. causava allo stesso gravi lesioni cerebrali, ascrivibili a negligenza, imprudenza ed imperizia dei sanitari. Il bimbo presentava una grave patologia neuromotoria precoce, associata a microcefalia ed esiti di sofferenza cerebrale.

A seguito di tale evento in via stragiudiziale la ASL TO 4 offriva ai ricorrenti una somma a titolo di risarcimento del danno.

Il caso si è chiuso con un accordo transattivo, in via stragiudiziale, per la somma complessiva di euro 1.163.440,00.

Caso He. Tribunale di Santa Maria Capua Vetere 2013.

Evento verificatosi presso la ASL CE 2.
Il caso in oggetto riguarda quanto occorso nel 2005 in occasione del parto della Sig. ra A.H.B..
Presso il P.O.F.P., parte della ASL CE, i sanitari non eseguivano alcuna ecografia ostetrica, al fine della valutazione della biometria fetale, omettevano la diagnosi di macrosomia fetale, che avrebbe orientato gli stessi verso il parto cesareo, più indicato nel caso in oggetto. L’espletamento del cesareo avrebbe permesso di scongiurare la distocia della spalla del feto iperevoluto.
Da tale condotta discendeva il decesso del piccolo per asfissia intrapartum, durante la fase espulsiva.

Proceduto a ricorso ex 696 bis c.p.c., le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per la somma di euro 350.000,00 circa.

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Caso A. Tribunale di Verona (2013)

Accaduto presso l'azienda ospedaliera integrata di Verona.

Rappresenta la storia di un ragazzo che si rivolge alla predetta struttura per una operazione laser agli occhi.

Purtroppo i sanitari nel porre in essere le manovre d'intubazione commettono un errore medico fatale determinando una gravissima condizione ipossemica con conseguente danno anossico cerebrale che porta al decesso del paziente.

Dopo il patteggiamento da parte del medico anestesista in sede penale si è chiusa in tempi rapidi una transazione in sede civile che ha portato alla famiglia un risarcimento di 1.000.000€.

Caso Rus. Tribunale di Tivoli (2013)

Accaduto presso l'ospedale di Colleferro.

Trattasi di un caso di errore medico molto grave: mancata diagnosi di un infarto.

Considerata la localizzazione dell’ostruzione coronarica ed il tempo trascorso tra l’intervento dei sanitari dell’O.C. di Colleferro e il decesso della paziente (12 ore circa), si è convenuto che una esatta diagnosi avrebbe consentito di instaurare una adeguata terapia antiaggregante piastrinica con eventuale rivascolarizzazione (angioplastica e/stent), evitando con ogni probabilità il successivo decesso.

Il C.T.U. nominato dal tribunale di Tivoli ha ritenuto che l’operato dei sanitari dell’O.C. di Colleferro sia stato professionalmente imperito per non aver correttamente interpretato la sintomatologia presentata dalla Sig.ra Rus.; imprudente e gravemente negligente per aver omesso di eseguire gli opportuni esami di laboratorio e di trattenere in osservazione la paziente, a fronte di inequivocabili indicazioni cliniche.

Il caso si è chiuso con un risarcimento di 600.000€

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Caso Bala. Tribunale di Foggia (2013)

Lesione del plesso brachiale di un bambino durante il parto.

Il medico o l'ostetrica fa nascere per le vie naturali un bimbo di 4,5 kg nonostante fosse indicato e deciso di eseguire il parto cesareo.

Nel venire alla luce non sono state poste in essere le opportune manovre atte ad eseguire un parto naturale di tali difficoltà.

Il risultato è stato la lesione dei nervi e conseguentemente la perdita del braccio per il piccolo. Il caso si è chiuso con un risarcimento di 300.000€

Caso Caiazzo Tribunale di Rimini (2012)

Gravidanza caratterizzata da placenta previa centrale, emorragie frequenti, necessità di partorire in una struttura ospedaliera che possa intervenire tempestivamente al fine di tutelare la salute della madre e del bambino.

Mancata diagnosi di placenta previa centrale, feto nato con diagnosi di tetra paresi spastica dovuta alla prolungata ipossia cerebrale causata dal distacco di placenta e rottura d'utero, invalidità del 100%. Nonostante il feto sia nato a 28 settimane quindi fortemente prematuro è stata comunque riconosciuta la responsabilità dei medici nella causazione del danno per il 50%.

"Grazie alle competenze del medico ginecologo di nostra fiducia, del nostro medico legale ed all’impegno degli avvocati dello Studio Legale Sgromo siamo riusciti ad ottenere un risarcimento di 1.350.000€"

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Prima di intentare una causa è necessario da parte nostra accertare la reale responsabilità del medico:


  • Il medico ha effettuato una errata diagnosi?
  • Vi è stata negligenza e/o imperizia del medico?
  • Vi è stata negligenza da parte dell’equipe sanitaria?
  • L’intervento chirurgico è stato eseguito male o è stato effettuato in ritardo?
  • Il danno è stato causato da una lacuna nelle sue conoscenze professionali?
  • Sono stati somministrati farmaci non appropriati al trattamento della patologia?
  • Vi è stata disorganizzazione della struttura ospedaliera?
malasanita

IMPORTANTE!

Vogliamo però segnalare che ci occupiamo solo di casi di particolare importanza cosi da poter gestire con la dovuta attenzione ogni singola posizione in tutta Italia isole comprese.

Queste (che sono solo una parte) e molte altre sono le domande che bisogna porsi per accertare se c’è stata responsabilità. Per raggiungere questo obiettivo è necessaria la consulenza congiunta di un avvocato specializzato in responsabilità medica (di un medico specialista se necessario) e di un medico legale.

Riceviamo i clienti direttamente con il medico specialista per la disamina del caso.

Per la valutazione del caso ed il prosieguo delle attività specialistiche e medico legali ci avvaliamo spesso di specialisti e medici legali che condividono con noi il principio del "Patto Sgromo".

Che cos’è il “Patto Sgromo”?


Avvocato malasanità

Il Patto Sgromo è un accordo basato sul risultato.

Dopo aver accertato la responsabilità del medico, viene definito insieme al cliente un corrispettivo sul risarcimento che verrà onorato solo ed esclusivamente ad esito positivo della controversia.

Il Patto Sgromo fa si che l'intero staff (l' avvocato, il medico specialista ed il medico legale) sia interessato al buon esito della controversia tanto quanto il cliente visto che vengono retribuiti in termini percentuali, sul valore della controversia, esclusivamente a risarcimento ottenuto (ai sensi del nuovo codice deontologico forense approvato dal consiglio nazionale forense nella seduta del 31 gennaio 2014)

Ecco come procediamo
per farti ottenere il risarcimento del danno in tempi brevi:


1

Solo azione civile, sconsigliamo quella penale perchè troppo lunga e rischiosa ma non solo. Le A.S.L., le strutture sanitarie o le assicurazioni delle stesse o dei medici se c'è un procedimento penale in corso aspettano l'esito di tale procedimento prima di iniziare una qualunque attività transattiva. Come si può facilmente capire questo comporta una enorme dilatazione dei tempi

2

Se i nostri tecnici riscontrano la responsabilità sanitaria procediamo in modo veloce ed efficace ai sensi dell'art..696 bis c.p.c. Nel 70% dei casi di responsabilità medica si arriva ad una definizione di un risarcimento a seguito dell'espletamento della cosiddetta c.t.u. (consulenza tecnica di ufficio) ossia quella consulenza tecnica disposta dal giudice e che mira ad individuare se esiste la responsabilità del medico. L'acquisizione di tale consulenza, in un procedimento ordinario, si ha, se tutto va nel migliore dei modi non prima dei 2 anni. L'art. 696 bis c.p.c. ci consente di arrivare ad acquisire tale consulenza anche in tempi molto brevi, infatti tale procedura si chiama "accertamento tecnico preventivo". Non solo ci consente di acquisire la prova in via preventiva ma il consulente prima di provvedere al deposito della relazione, tenta, ove possibile, la conciliazione delle parti.

3

Dopo il deposito della relazione, sempre che il consulente ravvisi la responsabilità, i tempi per ottenere il risarcimento sono brevissimi.


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Queste sono le città dove prestiamo la nostra assistenza: Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo, Matera, Potenza, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine, Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo, Genova, Imperia, La Spezia, Savona, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e della Brianza, Pavia, Sondrio, Varese, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino, Campobasso, Isernia, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Sassari, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani, Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Bolzano, Trento, Perugia, Terni, Aosta, Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza.

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